Personaggi

Intellettuali e Studiosi

Vissero Qui

Il Palazzo del Capitano racchiude, oltre alle strutture e decori antichi, un pezzo di storia italiana del 900, la vita di persone dotate di passione e intelletto, che hanno fondato la loro vita ed opera sull’uso poliedrico e creativo della propria intelligenza.

Giuseppe Bozza, brillante ingegnere ferroviario di Concordia, sposa Rina Cappellari di Udine a metà del 1800; essa riceve in eredità da una zia senza figli, Lucia Zuliani, la casa di Cordovado, con terreni e pertinenze. La famiglia Bozza però risiede a Firenze per gli incarichi di Giuseppe Bozza, impegnato nelle costruzioni delle gallerie della nascente ferrovia che collega l’Italia.  
La signora Rina Cappellari amministra la campagna da Firenze ed intuisce la caratteristica storica dell’edificio, al momento adibito a magazzino agricolo ed abitazione contadina;  inizia a riunificare la proprietà in un’unica abitazione. Furono necessari quasi 100 anni per riunificare il Palazzo del Capitano in un’unica dimora, rimettendo in luce il carattere dell’abitazione.  
Gino Bozza, figlio di Giuseppe e Rina, ingegnere chimico e fisico tecnico, acquista le quote di proprietà del Palazzo del Capitano dai fratelli Giorgio e Rita, diventandone definitivamente l’unico proprietario. Grande studioso, eclettico  ed appassionato d’arte, individua e scopre gli affreschi nascosti da strati di calce. Dal 1930 inizia un’incessante opera di continuo restauro del Palazzo del Capitano, portata avanti con creatività e accuratezza storica dalla moglie, Mary Bozza Chiarini, la figlia Marialuisa Bozza, e gli attuali proprietari, Giorgio e Marina Marrubini. Molte delle opere di restauro sono state effettuate da eccellenti artigiani cordovadesi. 
Il Palazzo del Capitano, oltre ad essere un edificio storico, è interessante per essere divenuto il luogo di riposo e divertimento di tre generazioni di scienziati. Giuseppe Bozza, illustre Ingegnere, lascia al figlio Gino la libertà di sperimentare in questa misteriosa casa semi abbandonata.  
Gino Bozza, rettore del Politecnico di Milano, Accademico dei Lincei, eminente ed illuminato studioso, utilizza la casa per portare avanti i primi esperimenti sull’energia solare: pone sul tetto a sud una serie di pannelli solari in vetro nero, che alimentavano alcuni caloriferi. Questo studio era collegato esperimenti sull’energia solare  a Cortina portato avanti dal Politecnico di Milano sotto la sua guida. 
Il suo studio nel palazzo raccoglie la storia di uno scienziato creativo e sportivo, appassionato di tecnologia, sport e arte; ci sono i suoi itinerari per passeggiate in bicicletta così come i suoi disegni architettonici e di mobili per la sua amata moglie. C’è il suo pianoforte che suonava per rilassarsi. 
Un’altra parte della casa mostra il lavoro della figlia Marialuisa Bozza, madre degli attuali proprietari; importante medico rianimatore, studiosa ed inventrice di processi e metodologie mediche tutt’ora in uso in tutti gli ospedali del mondo. 
Il Palazzo del Capitano racchiude, oltre alle strutture e decori antichi, un pezzo di storia italiana del 900, la vita di persone dotate di passione e intelletto, che hanno fondato la loro vita ed opera sull’uso poliedrico e creativo della propria intelligenza. Persone nate un secolo fa, ma con vite ed idee modernissime, uomini e donne dotati di forza creativa ed intellettuale utilizzata per opere di bene pubblico.  

CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI FISICi - 1927

Le firme dei fisici presenti al convegno internazionale del 1927